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26 Agosto 2026

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IRPEF 2027: meno tasse su lavoro e pensioni? Ecco quanto può valere davvero

La riforma fiscale verso la Manovra 2027: cosa è già legge, cosa potrebbe cambiare e quanto potrebbe incidere concretamente sul reddito disponibile di lavoratori e pensionati.

Il 2027 sarà un anno importante per il sistema fiscale italiano. Da un lato, entrerà in vigore il nuovo Testo Unico sulle imposte sui redditi. Dall’altro, il Governo e il Parlamento inizieranno a discutere la Legge di Bilancio 2027, con l’IRPEF ancora una volta al centro del dibattito.

Ma attenzione: non tutto ciò che si legge è già realtà. È fondamentale distinguere tra ciò che è già legge e ciò che è solo un’ipotesi in valutazione.


Cosa è già legge e cosa no

  • Già legge: il nuovo Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117), operativo dal 1° gennaio 2027.
  • Ancora da approvare: la nuova riduzione dell’IRPEF, che dovrà essere inserita nella prossima Legge di Bilancio.

Per AISOP e CAF Lavoro e Fisco questa distinzione è fondamentale: prima degli annunci vengono le norme e, soprattutto, i loro effetti reali sulle persone.


Da dove partiamo: l’IRPEF del 2026

Dal 1° gennaio 2026 l’IRPEF è articolata su tre aliquote:

Reddito imponibileAliquota IRPEF
fino a 28.000 euro23%
oltre 28.000 e fino a 50.000 euro33%
oltre 50.000 euro43%

La Legge di Bilancio 2026 ha già ridotto dal 35% al 33% l’aliquota del secondo scaglione, determinando un beneficio lordo massimo di 440 euro annui. Secondo la relazione tecnica parlamentare, questo intervento coinvolge circa 13,6 milioni di contribuenti.

La riduzione riguarda anche i pensionati: l’INPS ha applicato nel 2026 la nuova aliquota del 33% alle pensioni interessate, con i relativi conguagli.


Cosa potrebbe cambiare dal 2027

L’ipotesi oggi più definita nell’ambito della futura Manovra consiste nell’estensione del secondo scaglione IRPEF da 50.000 a 60.000 euro, mantenendo l’aliquota al 33%.

In sostanza:

  • la parte di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, oggi tassata al 43%, passerebbe al 33%.
  • La differenza è di 10 punti percentuali.
  • Il risparmio teorico è di 100 euro per ogni 1.000 euro di reddito imponibile in questa fascia, fino a un massimo di 1.000 euro annui.

Quanto varrebbe concretamente

Reddito imponibile annuoRisparmio teorico annuo con 33% fino a 60.000 €
30.000 €0 €
40.000 €0 €
50.000 €0 €
52.000 €200 €
55.000 €500 €
58.000 €800 €
60.000 €1.000 €
oltre 60.000 €1.000 €*

* Salvo eventuali limiti, riduzioni delle detrazioni o meccanismi di sterilizzazione che dovessero essere introdotti nella versione definitiva della Manovra.

Il principio è semplice: non viene tassato tutto il reddito al 33%. Il beneficio riguarda esclusivamente la parte compresa tra 50.000 e 60.000 euro.


C’è anche una seconda ipotesi: primo scaglione dal 23% al 22%

Nel confronto parlamentare è emersa anche una seconda proposta: ridurre dal 23% al 22% l’aliquota applicabile al primo scaglione, fino a 28.000 euro.

Questa misura avrebbe caratteristiche molto diverse perché interesserebbe potenzialmente una platea assai più ampia. Il beneficio lordo teorico arriverebbe progressivamente fino a 280 euro annui, corrispondenti all’1% di 28.000 euro.

Se entrambe le misure fossero approvate

Un contribuente con almeno 60.000 euro di imponibile potrebbe arrivare, nel calcolo puramente teorico sulle aliquote, a un beneficio complessivo di:

280 euro + 1.000 euro = 1.280 euro annui.

Per un reddito di 55.000 euro il beneficio teorico complessivo sarebbe invece di 780 euro annui: 280 euro derivanti dalla prima aliquota e 500 euro dall’estensione dello scaglione al 33%.

Si tratta, è bene ribadirlo, di simulazioni sulle aliquote: il vantaggio netto effettivo dipenderà dal testo definitivo, dalle detrazioni spettanti, dalla tipologia di reddito e dagli eventuali correttivi introdotti dal legislatore.


Lavoratori e pensionati: perché l’effetto fiscale è comune

La modifica dell’IRPEF interessa sia i redditi da lavoro dipendente sia le pensioni soggette all’imposta. Pertanto, a parità di reddito imponibile, la variazione degli scaglioni può produrre un beneficio fiscale anche per il pensionato.

Naturalmente reddito lordo, reddito imponibile e importo netto della pensione o della busta paga non sono la stessa cosa. È quindi improprio trasformare automaticamente il risparmio IRPEF teorico in un identico aumento mensile dello stipendio o della pensione.

È proprio qui che deve intervenire una corretta assistenza fiscale.


Il nuovo TUIR dal 1° gennaio 2027

Il 2027 segnerà anche un cambiamento strutturale. Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 2026, ha approvato il nuovo Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi.

Il nuovo testo è composto da 377 articoli e sostituisce lo storico TUIR del 1986. Le disposizioni troveranno applicazione dal 1° gennaio 2027.

Non bisogna tuttavia confondere il riordino normativo con la riduzione dell’IRPEF: il nuovo Testo Unico costituisce la nuova architettura normativa; le eventuali nuove aliquote dovranno essere stabilite dalla Legge di Bilancio 2027.


Una riforma alla vigilia della conclusione della legislatura

La Manovra 2027 assume inevitabilmente anche un particolare rilievo politico perché sarà l’ultima Legge di Bilancio dell’attuale legislatura prima delle successive elezioni politiche.

Proprio per questo riteniamo ancora più importante distinguere gli obiettivi politici dalle norme effettivamente approvate.

La riduzione dell’IRPEF fino a 60.000 euro è oggi una delle ipotesi fiscali poste al centro del confronto sulla Manovra, ma le risorse disponibili e le relative coperture devono ancora essere definite. L’aggiornamento dei conti pubblici costituisce uno dei passaggi necessari prima della definizione della Legge di Bilancio.

AISOP e CAF Lavoro e Fisco valuteranno quindi la riforma sui numeri e sul testo che verrà effettivamente approvato.


La nostra filosofia: dalle norme alle persone

Per AISOP e CAF Lavoro e Fisco una riforma fiscale non si misura soltanto dal numero delle aliquote o dagli annunci. Si misura soprattutto attraverso una domanda molto semplice:

Quanto reddito disponibile in più rimane realmente nelle tasche di una famiglia, di un lavoratore o di un pensionato?

È questa la funzione che una moderna rete di assistenza fiscale deve svolgere:

  • Tradurre una norma complessa in un dato comprensibile.
  • Spiegare la differenza tra reddito lordo, imponibile e netto.
  • Verificare detrazioni, deduzioni, familiari, spese e agevolazioni.
  • Evitare che il contribuente perda opportunità fiscali semplicemente perché non ne conosce l’esistenza.

Il sistema fiscale italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il nuovo Testo Unico del 2026 rappresenta un importante intervento di riordino; la Manovra 2027 potrà aggiungere un ulteriore intervento sulle aliquote.

Quando il quadro normativo sarà definitivo, CAF Lavoro e Fisco metterà a disposizione della propria rete simulazioni e strumenti operativi per verificare il beneficio effettivo contribuente per contribuente.

Perché tra una riforma annunciata e una riforma realmente percepita c’è sempre un passaggio decisivo: fare bene i conti.

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