
Anziani e disabilità: cosa cambia dal 1° giugno 2026
Introduzione
Una recente modifica normativa (art. 4, comma 4-quater, del decreto-legge n. 19/2026, convertito nella legge n. 50/2026) ha introdotto importanti novità per le persone anziane ultrasettantenni che devono avviare una procedura di accertamento dell’invalidità civile o della disabilità (Legge 104/1992). Con questo post forniamo una panoramica semplice e chiara delle nuove disposizioni.
Cosa prevede la nuova norma?
Fino al 31 dicembre 2027, anche nelle province dove è partita la sperimentazione della riforma sulla disabilità (decreto legislativo n. 62/2024), per gli anziani che hanno compiuto 70 anni e che presentano determinate condizioni di salute continueranno ad applicarsi le vecchie regole per l’accertamento dell’invalidità civile.
In pratica, per questi soggetti non scatterà ancora il nuovo sistema di valutazione multidimensionale previsto per gli anziani, ma resterà in vigore il percorso “tradizionale”.
Quali sono i requisiti per essere interessati dalla norma?
Per rientrare in questa disciplina, la persona anziana deve possedere tutti e tre i seguenti requisiti:
- Aver compiuto 70 anni;
- Essere affetta da almeno una patologia cronica;
- Trovarsi in condizioni cliniche caratterizzate da una progressiva riduzione delle funzioni fisiologiche, con rischio di perdita dell’autonomia nelle attività quotidiane.
Da quando si applicano le nuove modalità?
A partire dal 1° giugno 2026, gli ultrasettantenni che rientrano nei requisiti sopra indicati e che intendono richiedere il riconoscimento della disabilità (Legge 104) o le prestazioni di invalidità civile dovranno seguire la procedura descritta nella circolare n. 42 del 17 febbraio 2025, che riassumiamo brevemente:
- Presentazione del certificato medico introduttivo;
- Presentazione della domanda amministrativa entro 90 giorni;
- Visita davanti alla Commissione Medica ASL integrata da un medico INPS;
- Validazione dell’esito da parte dell’INPS entro 60 giorni;
- Trasmissione del verbale e riconoscimento dell’eventuale prestazione.
Dove si applica questa disciplina?
La norma vale su tutto il territorio nazionale, ma ha un’importanza particolare nelle province dove è attiva la sperimentazione della riforma della disabilità. Ecco l’elenco aggiornato delle province interessate dalla sperimentazione (suddivise per data di avvio):
Dal 1° gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste.
Dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza.
Dal 1° marzo 2026: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona.
E nelle altre province?
In tutte le province non incluse nell’elenco della sperimentazione, rimangono valide le procedure previgenti per tutti i richiedenti, senza distinzione di età.
Conclusioni
In sintesi, fino al termine del 2027, gli ultrasettantenni con patologie croniche che rischiano di perdere l’autonomia continueranno a seguire il percorso “classico” per l’accertamento dell’invalidità civile, anche se risiedono in una provincia sperimentale. A partire dal 1° giugno 2026, le procedure saranno quelle già in vigore prima della riforma.



